La strongilosi polmonare nel cane è una patologia di origine parassitaria che colpisce la famiglia dei Canidae causata da Angiostrongylus vasorum. Questo nematode è chiamato anche “French heartworm” in quanto, in modo simile a Dirofilaria immitis, i parassiti adulti si localizzano a livello di arteria polmonare, cuore destro e arteriole polmonari; in particolare, la maggior parte dei parassiti si trova proprio nelle arterie polmonari. In aggiunta a queste localizzazioni, sono stati riportati casi di cani con forme adulte di Angiostrongylus vasorum in siti definiti ectopici. Il parassita ha un ciclo vitale indiretto che vede i molluschi come ospiti intermedi. La principale via di infezione nei cani è quindi tramite l’ingestione di ospiti intermedi (molluschi) o ospiti paratenici (rane). La distribuzione di questi parassiti è influenzata dal clima, preferendo aree miti-umide.
I soggetti infetti possono manifestare quadri clinici molto variabili. Possono infatti apparire “sani” oppure mostrare segni clinici gravi; spesso sono soggetti giovani che presentano tosse. I segni clinici sono prevalentemente respiratori e/o diatesi emorragica, ma possono essere anche cardiovascolari o gastroenterici; raramente sono stati riportati segni neurologici quali conseguenza di eventi emorragici o trombotici nel sistema nervoso centrale. Le cause dei sanguinamenti non sono del tutto note ma è stata identificata una iperfibrinolisi associata a ipofibrinogenemia; in aggiunta a ciò, si sospetta una coagulopatia da consumo con iperviscosità. Le forme croniche possono essere associate ad infiltrato polmonare infiammatorio, distruzione alveolare, trombosi e fibrosi. A livello ecocardiografico è possibile riscontrare ipertensione polmonare; sono stati riportati occasionalmente episodi sincopali cosi come pneumotorace. Ci sono pochi dati in merito ai fattori di rischio ma tra questi si annoverano l’età, soggetti giovani sono più predisposti, anamnesi di parassitosi recente e la razza, in particolare Staffordshire bull terriers e Cavalier King Charles spaniel. I rilievi radiografici possono mostrare pattern alveolare, interstiziale o misto. Gli esami di laboratorio presentano alterazioni aspecifiche come anemia, trombocitopenia, ipofibrinogenemia e, in alcuni casi, iperglobulinemia. E’ riportata ipercalcemia a seguito della formazione di granulomi toracici e occasionalmente si può osservare eosinofilia periferica.
L’esame standard per la diagnosi è il test di Baermann sulle feci, con identificazione diretta delle larve del parassita. Il maggior limite del test di Baermann è rappresentato dall’intermittenza nella eliminazione delle larve nelle feci, per cui soggetti infetti possono risultare negativi. La sensibilità al test aumenta raccogliendo le feci in tre giorni differenti; le larve L1 sopravvivono infatti per una settimana se conservate in frigo. Ulteriore test diagnostico è rappresentato dalla ricerca del parassita su lavaggio bronco-alveolare. Recentemente, è stato sviluppato un test rapido antigenico che mostra sensibilità e specificità simili al test di Baermann e che può quindi rappresentare un valido supporto diagnostico11.
Il trattamento di scelta in corso di infestazione da Angiostrongylus vasorum è il fenbendazolo; altri trattamenti riportati includono la milbemicina ossima, imidacloprid/moxidectina e ivermectina. Sulla base dei segni clinici, è spesso necessario associare terapie di supporto; in particolare, è consigliabile mantenere a riposo forzato con ossigenoterapia i soggetti dispnoici, ed eventualmente impostare terapie specifiche (es. broncodilatatori). Dopo 3-4 settimane del termine del trattamento, è consigliabile effettuare un test di Baermann per verificarne l’efficacia. A scopo profilattico infine, è fortemente consigliato effettuare un corretto smaltimento delle feci dei cani infetti e testare anche i cani conviventi seppur asintomatici.
La prognosi è generalmente buona ma è strettamente dipendente dalla gravità del quadro clinico. La morte sopraggiunge soprattutto nei soggetti che manifestano gravi coagulopatie o gravi disfunzioni respiratorie. In alcuni cani sono state descritte reazioni post-trattamento con dispnea, ascite e morte. Diversi prodotti sono stati proposti come profilassi all’infestazione da Angiostrongylus vasorum, fra questi, la combinazione di imidacloprid/moxidectina, la milbemicina ossima (con o senza afoxolaner), la combinazione di moxidectina/sarolaner/pyrantel, lo spinosad.
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11. Liu J, et al: Performance of the Angio DetectTM in-clinic test kit for detection of Angiostrongylus vasorum infection in dog samples from Europe; Vet Parasitol Reg Stud Reports 7:45-47, 2017.
12. Willesen JL, et al: Efficacy and safety of imidacloprid/moxidectin spot-on solution and fenbendazole in the treatment of dogs naturally infected with Angiostrongylus vasorum (Baillet, 1866); Vet Parasitol 147:258-264, 2007.
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