La polmonite ab ingestis è una patologia che si sviluppa in seguito all’inalazione di materiale estraneo all’interno delle basse vie respiratorie ed è dovuta a condizioni patologiche, fattori predisponenti o cause iatrogene. Il materiale estraneo può essere costituito da cibo, contenuto gastrico o sostanze somministrate per via orale (es. farmaci). La gravità dei segni clinici è correlata alla quantità di materiale aspirato ed alle sue proprietà chimico-fisiche (es. pH, tonicità, presenza di batteri) e può determinare, nei casi più gravi, edema polmonare iper-acuto, necrosi ed emorragia polmonare. Il pH acido, un elevato volume aspirato e la presenza di particelle di cibo esacerbano la gravità della risposta infiammatoria che può essere ulteriormente complicata da infezioni batteriche secondarie.
La polmonite ab ingestis deve essere sospettata nei soggetti che presentano disfagia, vomito/rigurgito, patologie laringee o a cui vengono somministrati forzatamente alimenti o farmaci per via orale e che, durante il ricovero o a casa, manifestano improvvisamente sintomatologia da basse vie respiratorie. Particolare attenzione deve essere inoltre prestata a tutti i pazienti sottoposti ad anestesia generale in quanto questa può favorire insorgenza di vomito e conseguente inalazione.
La diagnosi può risultare difficile a causa della presenza di segni clinici aspecifici. Per tale motivo, è di solito di sospetto e basata su una combinazione di anamnesi, segni clinici (cambiamenti acuti nel pattern respiratorio, sviluppo di ipertermia o tachipnea), parametri laboratoristici e reperti radiografici. La radiografia del torace è l’indagine diagnostica maggiormente utilizzata; il coinvolgimento polmonare dipende dal posizionamento dell’animale durante l’inalazione anche se sono colpiti più frequentemente il lobo medio e craniale destro e la porzione caudale del lobo craniale sinistro. Il pattern radiografico maggiormente osservato è quello alveolare (74%), seguito da quello interstiziale (26%). I parametri laboratoristici, non sempre presenti, che possono far sospettare tale condizione sono l’ipossiemia, una riduzione dell’ematocrito e un quadro di leucocitosi con o senza left shift. È importante tenere a mente che la dispnea può svilupparsi anche ore dopo gli episodi di vomito, rigurgito o procedure anestesiologiche.
Il trattamento della polmonite ab ingestis è prevalentemente di supporto, basato su fluidi ed ossigenoterapia e, qualora fossero noti, pronta gestione dei fattori di rischio o delle condizioni predisponenti. Ulteriori trattamenti possono essere considerati a seconda dello stato clinico del paziente: in particolare, l’utilizzo di antagonisti dei recettori H2 o d’inibitori di pompa per aumentare il pH dello stomaco così da determinare un minor effetto chimico sull’epitelio, o ancora il lavaggio alveolare per “lavare” le basse vie respiratorie e ridurre la presenza di sostanze irritanti; procedura però quasi mai eseguita per i rischi anestesiologici di tali pazienti. Le infezioni batteriche secondarie possono richiedere l’utilizzo di antibiotici: la scelta si basa sull’esito della coltura e dell’antibiogramma eseguiti su BAL. Nei casi più gravi, in attesa del risultato, dovrebbe essere preferito l’utilizzo di antibiotici ad ampio spettro (beta-lattamici o cefalosporine in associazione con fluorochinolonici). I batteri più frequentemente isolati sono Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae ed Enterococcus spp.
La prognosi è generalmente buona anche se dipende dalle condizioni del soggetto, dalla tipologia di sostanza inalata, dalla tempestività del trattamento e dalla gravità del danno a livello polmonare. I tassi di sopravvivenza possono quindi variare dal 30 all’80%. La prognosi è sfavorevole per gli animali con più di un lobo coinvolto.
Robyn Sherman and Michael Karagiannis, Aspiration Pneumonia in the Dog: A Review, Topics in Companion Animal Medicine, http://dx.doi.org/10.1053/j.tcam.2017.05.003.
DA Kogan, LR Johnson, KE Jandrey, et al.: Clinical, clinicopathologic, and radiographic findings in dogs with aspiration pneumonia: 88 cases (2004–2006). J Am Vet Med Assoc. 233:1742 2008.
KM Tart, DM Babski, JA Lee: Potential risks, prognostic indicators, and diagnostic and treatment modalities affecting survival in dogs with presumptive aspiration pneumonia: 125 cases (2005–2008). J Vet Emerg Crit Care. 20:319 2010.
K Eom, Y Seong, H Park, et al.: Radiographic and computed tomographic evaluation of experimentally induced lung aspiration sites in dogs. J Vet Sci. 7:397 2006
GML Gyte, Y Richens: Routine prophylactic drugs in normal labour for reducing gastric aspiration and its effects. Cochrane Database Syst Rev. (3)2006.
GY Hur, SY Lee, JJ Shim, et al.: Aspiration pneumonia due to polyethylene glycol-electrolyte solution (Golytely) treated by bronchoalveolar lavage. Respirology. 13:152 2008.