La paralisi del nervo facciale consiste in una patologia del nervo, transitoria o permanente, completa o incompleta, che, a seconda della localizzazione e della causa, determina differenti conseguenze. Il nervo facciale (o VII nervo cranico) è un nervo misto con componente motoria, sensitiva e parasimpatica.
La paralisi del nervo facciale nel cane può manifestarsi in corso di differenti patologie quali ipotiroidismo, otite media o interna, encefaliti, neoplasie intracraniche, patologie della giunzione neuromuscolare, trauma diretto, o cause iatrogene. È riportata un’associazione con la sindrome vestibolare periferica nel 42-65% dei casi di paralisi del nervo facciale nel cane. La maggior parte dei casi (74.7%) sono classificati come “paralisi idiopatica del nervo facciale”, quindi di causa ignota e assimilabile alla paralisi di Bell nell’uomo (“Bell’s palsy”). Non è stata evidenziata una predisposizione di razza o di sesso e colpisce solitamente i soggetti di media/anziana età.
Una paralisi acuta completa del nervo facciale si manifesta con ptosi mandibolare e incapacità di muovere labbra e orecchie e conseguente scialorrea (perdita di saliva). Si evidenziano inoltre asimmetria facciale e auricolare, assenza di movimento palpebrale e di abduzione della narice durante l’inspirazione. Si nota infine, una riduzione della produzione lacrimale che predispone a cheratocongiuntivite secca e ulcere corneali. La cronicizzazione di questa patologia porta ad un’eccessiva retrazione labiale e la deviazione della narice verso il lato della lesione, esito della fibrosi muscolare.
La diagnosi di paralisi del nervo facciale è clinica, previa accurata visita neurologica specialistica e valutazione anamnestica. Al fine di indagarne le cause, è consigliato effettuare un esame otoscopico, eseguire esami ematobiochimici ed eventualmente escludere l’ipotiroidismo. È raccomandata inoltre l’esecuzione del test di Schirmer al fine di valutare la produzione lacrimale. Generalmente, al fine di meglio valutare il nucleo e il decorso del nervo facciale, è consigliata una risonanza magnetica (RM) dell’encefalo con sequenze specifiche che permettano una dettagliata valutazione del nervo. Una “paralisi idiopatica del nervo facciale” può essere infatti definita tale solo dopo aver escluso tutte le cause sopraelencate.
La terapia per la paralisi del nervo facciale consiste nel trattamento della patologia sottostante e, se identificata, nella gestione degli effetti clinici secondari dovuti alla denervazione facciale. L’obiettivo principale è la prevenzione nella formazione di lesioni corneali utilizzando dei colliri o delle lacrime artificiali lubrificanti. L’uso di corticosteroidi e/o agenti antivirali è riportato nel trattamento della paralisi di Bell nell’uomo con risultati variabili, ma l’uso di questi farmaci in medicina veterinaria non ha al momento dimostrato alcuna efficacia.
La paralisi del nervo facciale associata a malattie neuromuscolari o ipotiroidismo prevede una buona prognosi: questi pazienti spesso mostrano un progressivo miglioramento poco dopo aver iniziato il trattamento medico appropriato e solitamente la disfunzione del nervo facciale è reversibile. Tutti i cani che sviluppano paralisi del nervo facciale conseguentemente a intervento chirurgico TECALBO (total ear canal ablation- lateral bulla ostetomy), migliorano nell’immediato postoperatorio e la maggior parte di essi guarisce completamente dai deficit nervosi entro tre mesi dalla chirurgia. Per quanto riguarda la paralisi idiopatica del nervo facciale, la prognosi si definisce riservata in quanto variabile e non sempre si ottiene una completa guarigione.
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