Il disco intervertebrale si trova tra i corpi vertebrali di due vertebre adiacenti; è composto da un anello fibroso esterno, una zona di transizione, un nucleo polposo interno e dalle limitanti vertebrali cartilaginee, e riveste un ruolo critico per quanto riguarda la stabilità e flessibilità della colonna vertebrale (supporto allo scheletro assiale, collegamento diretto tra due vertebre adiacenti, protezione del midollo spinale). La degenerazione di tale disco può avvenire, con differenti modalità, in tutte le razze canine. Le razze condrodistrofiche (es. Bassotto, Pechinese, Beagle, Bouledogue Francese) sono predisposte a una metaplasia discale di tipo condroide, con disidratazione del nucleo polposo che viene sostituito da fibrocartilagine. Questa può verificarsi già ad un anno di età e può portare alla rottura dell’anello fibroso con conseguente erniazione di nucleo polposo all’interno del canale midollare (ernia discale Hansen di tipo I, estrusione). La maggior parte (66-86%) delle estrusioni discali avviene a livello del rachide toraco-lombare. Le razze non condrodistrofiche invece sono più soggette a una degenerazione discale fibroide, che avviene dopo i 7 anni di età, caratterizzata da assottigliamento delle fibre dell’anello fibroso e aumento dello spazio tra di esse con conseguente protrusione nel canale vertebrale (ernia discale Hansen di tipo II, protrusione). Un ulteriore tipo di ernia discale è rappresentato dalle estrusioni acute, non compressive, di nucleo polposo idratato (ANNPE) che si verificano quando il disco intervertebrale non degenerato è soggetto a forze sovra-fisiologiche che lacerano le fibre dell’anello fibroso portando all’improvvisa erniazione di nucleo polposo all’interno del canale vertebrale, a cui consegue un danno contusivo al midollo spinale. Nonostante cani di ogni razza possano esserne colpiti, lo sono particolarmente i cani adulti di taglia grande, specialmente i Border Collie. Mediante lo stesso meccanismo per cui avviene una ANNPE, qualora il nucleo polposo fosse idratato, si può parlare di estrusione di nucleo polposo idratato (HNPE) se oltre al danno contusivo si abbia un danno compressivo al midollo spinale. Queste ultime si verificano più frequentemente a livello della regione cervicale e colpiscono i soggetti adulti (età media 9 anni). Esistono infine le ernie del disco traumatiche, alla cui eziologia traumatica consegue l’erniazione di materiale discale che comprime il midollo spinale.
La presentazione clinica varia in base alla regione della colonna affetta da erniazione discale. La maggior parte dei pazienti affetti da ernia del disco cervicale (15-61%) mostra iperestesia della regione del collo, testa abbassata e fascicolazioni muscolari senza evidenti deficit neurologici. Talvolta (15-50% dei casi), si può presentare una zoppia anteriore monolaterale (segno della radice) quando la lesione è talmente lateralizzata da comprimere una radice nervosa cervicale caudale. Anche se meno frequente (9.1-17.6%), si può notare tetraparesi o tetraplegia, così come l’assenza di sensibilità dolorifica profonda e la difficoltà respiratoria sono raramente riportate. C2-C3 è il disco più frequentemente erniato nei cani di tagli piccola, C6-C7 in quelli di taglia grande. L’erniazione del disco toraco-lombare può causare diversi gradi di dolore al rachide e deficit neurologici che variano da una lieve paraparesi alla paraplegia con o senza perdita di sensibilità dolorifica profonda. E’ notevolmente più frequente rispetto all’ernia del disco cervicale (66-86%) e avviene soprattutto a carico dei dischi tra T12 e L3, specialmente tra T12-T13 e T13-L1 nelle razze condrodistrofiche. Nei cani di taglia grande di razza non condrodistrofica invece si ha una maggior incidenza a livello di L1-L2 e T13-L1.
Dopo la neurolocalizzazione durante la visita specialistica neurologica, l’esame di tomografia computerizzata (TC) è una scelta relativamente rapida ed economica che si può utilizzare nei pazienti acuti, non deambulanti, condrodistrofici, in cui il principale sospetto è un’estrusione discale, con mielo-TC richiesta in casi selezionati. Tuttavia, l’esame di risonanza magnetica (RM) è considerato il gold standard diagnostico, grazie alla sua capacità di permettere una corretta visualizzazione del midollo spinale e di elaborare diagnosi di estrusione e protrusione discale, ANNPE e HNPE, con una sensibilità del 98.5% nella diagnosi di ernia del disco e accuratezza del 100% nell’identificazione del sito e del lato della lesione.
Le opzioni terapeutiche possono essere mediche o chirurgiche a seconda dell’entità della compressione del midollo spinale. La terapia medica prevede: riposo spesso associato a confinamento in gabbia per almeno 6 settimane, miorilassanti, farmaci antiinfiammatori steroidei o non steroidei, analgesici e fisioterapia. E’ tuttavia riportata una maggior incidenza di recidiva con il trattamento conservativo rispetto che con il trattamento chirurgico. La terapia chirurgica consiste invece nella decompressione midollare con eventuale rimozione del materiale discale estruso. Nelle ernie del disco cervicali si effettua un approccio ventrale (slot ventrale) al rachide cervicale, raccomandato in cani particolarmente algici, con deficit neurologici o recidivanti dopo terapia medica. Le ernie discali toracolombari invece prevedono normalmente un accesso dorsolaterale o laterale con successiva emilaminectomia o miniemilaminectomia.
Per quanto riguarda le ernie del disco a livello toraco-lombare, è riportato un successo del 54.4% della terapia medica con 14.4% di fallimento e necessità di ricorrere alla terapia chirurgica e un 30.9% di recidiva. Il trattamento conservativo delle ernie del disco della regione cervicale è riportato avere un tasso di successo del 48.9% senza episodi di iperestesia spinale o atassia. Nel 18.9% di pazienti si deve invece ricorrere al trattamento chirurgico, che ha mostrato un 99% di iniziale successo, con il 10% dei pazienti che in seguito hanno ripresentato iperestesia cervicale. L’estrusione discale è una delle cause più comuni di danno al midollo spinale, caratterizzato da progressiva necrosi emorragica che si diffonde tra i segmenti midollari in modo ascendente e/o discendente. La prevalenza della mielomalacia in questi pazienti è del 2%, ma aumenta fino al 10-12% in pazienti plegici senza sensibilità dolorifica profonda. Un recente studio, condotto in cani plegici e senza sensibilità dolorifica in seguito ad estrusione discale, ha riscontrato che la chirurgia decompressiva effettuata dopo più di 12 ore dalla perdita della capacità deambulatoria è correlata positivamente allo sviluppo di mielomalacia, invece la somministrazione di corticosteroidi si è visto essere correlata negativamente alla comparsa di mielomalacia.
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