Chicken Jerky Treats, ovvero snack essiccati a base di pollo, anatra o patate dolci. A partire dal 2007 la U.S. Food and Drug Administration (FDA) ha ricevuto numerose segnalazioni di intossicazione di animali nutriti con questo tipo di alimenti.
A fine 2015 le segnalazioni ammontavano a 6200 cani (1140 deceduti) e 26 gatti.
I segni clinici erano principalmente di natura gastrointestinale (60%) talvolta associati ad aumento degli enzimi epatici, il 30 % dei soggetti mostrava patologia del tratto urinario e nel restante 10 % si osservavano segni variabili tra cui convulsioni, tremori, orticaria e irritazione della pelle.
Nel corso degli anni, le denunce sono aumentate coinvolgendo anche il Canada, l’Australia, il Giappone e l’Europa (Inghilterra).
Un riscontro inaspettato si deve alla diagnosi di sindrome di Fanconi, che nel 2015 veniva confermata in circa il 3% dei cani, alcuni di questi asintomatici. Tale sindrome si qualifica come una patologia renale tubulare prossimale ed è caratterizzata da un’eccessiva perdita nel lume tubulare e quindi nelle urine, di acqua, glucosio, aminoacidi, acido urico, fosfati, bicarbonati ed altri elettroliti. I segni clinici più comuni sono poliuria/polidipsia (secondari a perdita di acqua, glucosio ed elettroliti nelle urine), anoressia, perdita di peso e meno frequentemente vomito, probabilmente per l’effetto del tossico sulla mucosa gastrica.
E’ stato ipotizzato che i meccanismi alla base dell’insorgenza di tale sindrome siano due; nel primo in particolare, le cellule dell’epitelio tubulare prossimale sono esposte ad una più alta concentrazione del tossico e ciò determina una perdita di amminoacidi nel lume tubulare. Il secondo meccanismo, invece, è apparentemente legato ad un’alterazione nel trasporto del sodio da parte della pompa protonica dell’adenosina trifosfato, nonché dall’incapacità di riassorbire bicarbonati dal lume tubulare renale; la conseguenza di tali processi è l’alterazione del co-trasporto sodio-glucosio e conseguente glicosuria normoglicemica.
In base alla letteratura le razze più comunemente colpite sono quelle di piccola taglia, infatti in uno studio condotto in Australia su 108 cani, l’88% degli animali era al di sotto dei 10 kg di peso corporeo. Il periodo di tempo necessario a determinare la tossicità tubulare andava da 3 giorni a 1,5 anni, riflettendo dunque una marcata sensibilità individuale in merito allo sviluppo della malattia.
Le alterazioni degli esami di laboratorio identificano: glicosuria (eventualmente associata a ipoglicemia nel 23% dei cani), urine poco concentrate, raramente ketonuria (25%), azotemia (27%), ipokaliemia (45%), ipofosfatemia (37%), acidosi metabolica secondaria ad acidosi tubulare (77%) ed infine aumento dell’ALT (51%), quest’ultima quale conseguenza dell’epatotossicità.
La sostanza responsabile della tossicità non è stata al momento identificata; a questo proposito sono state condotte numerose analisi di laboratorio per la ricerca di salmonella, cadmio, arsenio, piombo, pesticidi, antivirali, micotossine, rodenticidi, nefrotossine note, amantadina, alcuni antibiotici contaminanti (enrofloxacina, tilmicosina, trimetoprim, sulfaclozina, sulfametossazolo e sulfaquinoxalina), ma in nessuno di questi è stata dimostrata una relazione di causalità. Ciò che accomuna i Chicken Jerky Treats che sono stati segnalati è la provenienza dalla Cina di alcuni ingredienti ed una tra le marche segnalate viene commercializzata anche nel nostro paese.
Non è del tutto chiaro se tale condizione sia o meno reversibile una volta sospesa la somminitrazione del prodotto, tuttavia, secondo dati dell’FDA, il 71% dei cani mostrava ancora alterazioni urinarie compatibili con la malattia dopo 4 mesi dalla sospensione. Recentemente è stato però segnalato un caso di risoluzione della glicosuria a distanza di 6 mesi dalla sospensione del prodotto.
Nei cani intossicati con diagnosi di Fanconi acquisita il tasso di mortalità è basso e generalmente migliorano con un’adeguata assistenza veterinaria; tale assistenza può prevedere fra gli altri il ricovero ospedaliero, trattamento sintomatico, fluidoterapia endovenosa, integrazione di elettroliti/bicarbonati ed ovviamente sospensione dalla dieta degli snack. In alcuni casi, la patologia renale può diventare però cronica; nei pazienti deceduti sottoposti a necroscopia le alterazioni istolopatologiche rilevavano necrosi tubulare multifocale, lieve proteinosi tubulare, dilatazione della capsula di Bowman e moderata nefrite interstiziale linfocitica, degenerazione vacuolare epatocitaria ed atrofia della porzione esocrina del pancreas.
I “chicken jerky treats” non sono tuttavia l’unica causa di sindrome di Fanconi; questa può essere infatti associata all’esposizione di altre sostanze tossiche quali metalli pesanti, piombo, glicole etilenico, streptozocina, clorambucile nel gatto e molteplici antibiotici; disfunzioni endocrino-metaboliche (ipoparatiroidismo primario, epatopatia da accumulo da rame) o malattie infettive (leptospirosi) oltre che essere ereditaria primaria (come dimostrano ad esempio nei cani di razza Basenji).
Per tali ragioni, qualora ci sia il sospetto di malattia, è importante raccogliere un’anamnesi approfondita in merito allo stato vaccinale, alla somministrazione di farmaci e all’esposizione a sostanze tossiche o infettive note.