Il mesotelioma canino è una neoplasia maligna rara che colpisce le cellule che rivestono le cavità celomatiche (pleura, peritoneo, pericardio e, meno comunemente, la tunica vaginale dei testicoli) degli animali anziani.
Nei cani l’esposizione all’amianto è riportata essere un importante fattore di rischio allo sviluppo della patologia. Si ritiene, infatti, che la prolungata esposizione all’amianto possa causare uno stato di infiammazione cronica che a sua volta può causare la trasformazione neoplastica delle cellule mesoteliali.
Gli animali affetti da questa malattia mostrano segni clinici riconducibili alla presenza di versamenti cavitari (liquidi che si accumulano nelle cavità) causati a loro volta dall’essudazione e includono dispnea, distensione ed algia addominale. Spesso questi segni clinici hanno un andamento cronico e senza una causa apparente. Nel caso di mesotelioma pericardico, i cani possono presentare tamponamento cardiaco e insufficienza cardiaca destra. Studi recenti hanno dimostrato inoltre una possibile correlazione tra episodi ricorrenti di tamponamento cardiaco “idiopatico” e lo sviluppo del mesotelioma. Lo stato infiammatorio cronico del pericardio associato ai tamponamenti cardiaci frequenti si ritiene possa predisporre l’animale a sviluppare il mesotelioma vero e proprio. Tale ipotesi sottolinea l’importanza della una biopsia pericardica negli animali affetti da versamento pericardico idiopatico. Rara è la variante “sclerosante” di mesotelioma; in questo caso si riscontra un ispessimento fibroso grave del rivestimento delle cavità pleuriche e/o addominali. Gli animali affetti da questa variante possono presentare segni clinici secondari alla compressione e alla impossibilità di muoversi/espandersi degli organi colpiti. La forma sclerosante è riportata per lo più nel Pastore Tedesco.
La diagnosi di mesotelioma è spesso difficile. Purtroppo, la diagnostica per immagini, di base ed avanzata, può non essere d’aiuto; le cellule neoplastiche aderiscono infatti alle superfici formando un impercettibile ispessimento mentre vere e proprie lesioni nodulari sono poco comuni. Ciononostante, la TC total body è il metodo di prima scelta per l’identificazione di lesioni pleuriche e/o peritoneali e può anche essere utile per la pianificazione di una toracoscopia o una toracotomia esplorativa. La valutazione citologica del fluido spesso non è utile per una diagnosi definitiva; le cellule mesoteliali riscontrate nei versamenti cavitari presentano infatti alterazioni e caratteristiche citologiche sovrapponibili a numerosi altri processi patologici. Per ottenere una diagnosi definitiva, dunque, è necessario un approccio diagnostico multi-modale, basato sulla valutazione di segnalamento, anamnesi, segni clinici correlati all’analisi del versamento cavitario, ai risultati delle indagini di diagnostica per immagini e dell’esame istopatologico. L’esame istopatologico, in particolare, ci permette non solo di differenziare il mesotelioma da altri tipi di processi neoplastici, ma anche di poter differenziare il mesotelioma dal mesotelioma sclerosante. Infine, l’immunoistochimica può essere eseguita per confermare il sospetto diagnostico: la co-espressione di vimentina e citocheratina è suggestiva di mesotelioma. Recenti studi hanno identificato altri marker diagnostici nelle proteine insulin-growth factor II e glucose transporter 1.
In corso di mesotelioma l’escissione chirurgica radicale spesso non è possibile. La pericardiectomia deve essere presa in considerazione come procedura palliativa nei pazienti con tamponamento cardiaco o che possono svilupparlo. Questa procedura può essere eseguita in toracoscopia o toracotomia. Quando possibile, si consiglia sempre di eseguire la pericardiectomia utilizzando la tecnica meno invasiva, in quanto i tempi mediani liberi da malattia ed il tempo medio di sopravvivenza (MST) non sono influenzanti dalla tecnica chirurgica utilizzata. Per quanto riguarda il trattamento chemioterapico, la somministrazione di cisplatino intracavitario, ha mostrato un potenziale palliativo nel cane con una buona tolleranza ed una marcata riduzione dell’accumulo di fluido. Nei casi in cui le lesioni riscontrate siano di grandi dimensioni, può essere indicato il trattamento con chemioterapia sistemica (doxorubicina o mitoxantrone), in associazione al cisplatino intracavitario. Per facilitare la somministrazione intracavitaria è possibile posizionare un port permanente, che permette sia l’aspirazione del fluido che la somministrazione di chemioterapia.
In un recente studio, il MST riportato per i cani trattati con chemioterapia è stato di 234 giorni. I pazienti non trattati con chemioterapia, invece, hanno mostrato un MST di 29 giorni. Non è stata, inoltre, identificata una differenza nei MST tra i differenti chemioterapici utilizzati (mitoxantrone, carboplatino e 5-fluorouracile) e la via di somministrazione.
Hanne Larsen Moberg,Irina Gramer,Imogen Schofield,Laura Blackwood,David Killick,Simon L. Priestnall,Alexandra Guillén. Clinical presentation, treatment and outcome of canine malignant mesothelioma: A retrospective study of 34 cases. PMID: 34647420; DOI: 10.1111/vco.12777.
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