Il sistema vestibolare è deputato a mantenere l’equilibrio dell’intero corpo, ossia il suo corretto orientamento rispettando l’influenza delle forze gravitazionali. Esso ha infatti il compito di coordinare la postura del corpo e la posizione degli occhi in base a orientamento e movimenti del capo. È costituito da una componente periferica localizzata nell’orecchio interno, formata a sua volta da ganglio, recettori e assoni terminali della componente vestibolare del nervo vestibolo-cocleare e da una componente centrale, di cui fanno parte i nuclei vestibolari a livello di ponte e midollo allungato e il lobulo flocculonodulare cerebellare.
La sindrome vestibolare idiopatica del cane, definita anche “sindrome vestibolare geriatrica”, è la causa più comune di sindrome vestibolare periferica acuta monolaterale nel cane, colpisce soprattutto cani adulti/anziani (media 12.5 anni) e di peso elevato.
Per le caratteristiche simili in quanto a manifestazione clinica e prognosi, è stata associata alla neurite vestibolare dell’uomo.
I segni clinici sono la manifestazione di un disturbo acuto a carico del sistema vestibolare periferico: testa ruotata ipsilateralmente alla lesione, nistagmo patologico spontaneo e/o posizionale solitamente orizzontale con fase rapida controlaterale alla lesione, strabismo ventrale posizionale. Caratteristica è l’atassia vestibolare asimmetrica, con perdita di equilibrio e tendenza a cadere verso il lato della lesione in assenza di deficit propriocettivi. In alcuni casi è possibile notare anche paralisi del nervo facciale, nausea o, più raramente, vomito.
La diagnosi di sindrome vestibolare idiopatica del cane si effettua escludendo tutte le altre cause di malattia vestibolare periferica (sindrome vestibolare congenita, ipotiroidismo, neoplasia auricolare, otite media interna, polipo rino/oto-faringeo, ototossicità). L’iter diagnostico prevede quindi una visita neurologica con accurata raccolta anamnestica, eventuale esame BAER, esame otoscopico, esami ematobiochimici e profilo tiroideo (T4, fT4 e TSH). Qualora tutti i precedenti esami risultassero negativi, è consigliato procedere con l’esame di risonanza magnetica dell’encefalo in almeno due piani di scansione (sagittale e trasverso) con protocolli che includano almeno le sequenze T1 e T2 pesate pre e post-iniezione di mezzo di contrasto paramagnetico. In un recente studio, una significativa asimmetria dei diametri degli utricoli è stata correlata alla sindrome vestibolare idiopatica canina. Alla risonanza magnetica si associa, quando possibile, l’esame del liquido cefalorachidiano, che nella sindrome vestibolare idiopatica periferica risulta essere nella norma.
Non esiste evidenza scientifica riguardo al trattamento medico con corticosteroidi o farmaci antiinfiammatori non steroidei, così come l’utilizzo di antistaminici. La terapia è principalmente di supporto, mirata soprattutto al trattamento di nausea e vomito, se presente. A tal proposito, uno recente lavoro ha dimostrato l’efficacia nell’utilizzo dell’ondansetron (farmaco antagonista selettivo dei recettori serotoninergici 5-HT3) nei pazienti affetti da sindrome vestibolare. È riportato inoltre che i pazienti affetti da sindrome vestibolare idiopatica possano trarre beneficio da specifici esercizi di fisioterapia, derivati dal trattamento delle vertigini posizionali parossistiche benigne nell’uomo e adattati ai pazienti canini.
Nella maggior parte dei casi, i pazienti affetti da sindrome vestibolare idiopatica mostrano un progressivo miglioramento in pochi giorni. Inizialmente si osserva la risoluzione del nistagmo patologico seguito da miglioramenti nell’andatura. I segni clinici si risolvono entro 3-4 settimane dalla manifestazione, può tuttavia residuare una lieve testa ruotata.
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