Il timoma è il secondo tumore più comune riscontrato nel mediastino di cani e gatti. Questo tumore può essere diagnosticato ad ogni età, ma è più comunemente riscontrato in animali in età avanzata. Si tratta di una neoplasia maligna poco comune che origina dalle cellule epiteliali del timo, organo situato nella porzione cranio-ventrale del mediastino, spazio toracico all’interno del quale si trovano cuore, esofago, grossi vasi sanguigni e nervi. Generalmente è una neoplasia con un basso tasso metastatico, a crescita tendenzialmente lenta, che si presenta come una massa ben incapsulata o, talvolta, può mostrare caratteristiche infiltranti avvolgendo, per esempio, i grossi vasi sanguigni come la vena cava craniale. Sono inoltre riportate in letteratura metastasi polmonari, ai linfonodi regionali, a diaframma, milza e fegato.
Solitamente, gli animali affetti da questa malattia, mostrano segni clinici riconducibili all’effetto massa causato dalla neoformazione (rigurgito, vomito, tosse, tachipnea o dispnea e letargia). Meno comunemente i pazienti possono presentare la cosiddetta sindrome della vena cava craniale, caratterizzata da edema di arti anteriori, testa e collo. Questa sindrome è la conseguenza dell’ostruzione della vena cava craniale da parte della massa e quindi di un mancato drenaggio della zona craniale dell’animale. Le sindromi paraneoplastiche sono comuni nei cani e nei gatti e possono manifestarsi nel 67% dei casi con timoma. Le più comuni includono la miastenia gravis, con conseguente megaesofago, nel cane e dermatite esfoliativa nel gatto. Queste, in particolare, sono considerate sindromi paraneoplastiche che dovrebbero aumentare il sospetto di un possibile timoma quando riscontrate nei pazienti. E’ importante ricordare che le sindromi paraneoplastiche possono manifestarsi al momento della presentazione, più tardivamente o anche dopo la rimozione del tumore.
Qualora ci fosse il sospetto di timoma, l’iter diagnostico consigliato per arrivare ad una diagnosi, ed impostare l’iter terapeutico più adeguato, si basa sull’esecuzione di:
– Esame emocromocitometrico: questo esame può rivelare la presenza di un’anemia e di una trombocitopenia, di verosimile natura immuno-mediata. Neutrofilia e linfocitosi possono inoltre essere riscontrate.
– Profilo biochimico completo e misurazione degli elettroliti: l’ipercalcemia è riportata nel 34% di 116 cani con timoma, ma è riscontrata spesso anche negli animali con linfoma
– Radiografie del torace: ci permettono di valutare la presenza di una massa mediastinica craniale ed evidenziare eventuale versamento pleurico e/o dislocazione della silhouette del cuore.
– Ecografia addominale con citologie di milza e fegato: questa procedura ci permette di valutare una possibile infiltrazione dei linfonodi addominali, della milza e del fegato, qualora si trattasse di un linfoma mediastinico e non di un timoma.
– Agoaspirazione ecoguidata della neoformazione timica ed esame di citofluorimetria per la differenziazione tra linfoma e timoma. I corpuscoli di Hassal sono caratteristici del timoma e possono essere d’aiuto nel confermare la diagnosi citologica di timoma. L’esame citologico e la citofluorimetria sono utili per poter confermare la diagnosi di timoma ed escludere quindi un linfoma mediastinico o timico. Biopsia ed esame istologico, nel caso in cui l’esame citologico non risultasse conclusivo.
– TC Total body con contrasto: questa tecnica di diagnostica avanzata, non solo ci permette di indagare l’estensione della malattia in modo più accurato, ma anche di valutare la possibilità di eseguire o meno la chirurgia e di pianificare l’intervento in caso di timoma non invasivo.
Il trattamento d’elezione è la rimozione chirurgica della massa. Questo trattamento non solo può essere curativo, ma può favorire la risoluzione delle eventuali sindromi paraneoplastiche riscontrate durante l’iter diagnostico. In questi casi, i tempi di sopravvivenza possono essere lunghi. In uno studio retrospettivo, i tempi medi di sopravvivenza (MST) dei pazienti trattati solo con chirurgia è stato di 790 e 1825 giorni, rispettivamente per i cani e per i gatti. In un altro studio ancora, il MST per i cani trattati chirurgicamente è stato di 635 giorni, significativamente migliore rispetto a quelli non trattati chirurgicamente (76 giorni). Qualora, invece, il paziente non sia un candidato chirurgico per la presenza di un timoma in invasivo, la radioterapia può essere una valida alternativa. Ultimi studi riportano tempi di sopravvivenza di 243 giorni per i cani e 720 giorni per i gatti. La radioterapia, inoltre, può essere considerata qualora si manifestasse una recidiva, o come terapia adiuvante post chirurgia in quelle neoformazioni particolarmente invasive ed aggressive che non vengono rimosse completamente. Il ruolo della chemioterapia, infine, nella gestione dei timomi non è stato definito. In letteratura è riportata una risposta a doxorubicina , vincristina e L-asparginasi.
Robat CS, Cesario L, Gaeta R, Miller M, Schrempp D, Chun R. Clinical features, treatment options, and outcome in dogs with thymoma: 116 cases (1999-2010). J Am Vet Med Assoc. 2013 Nov 15;243(10):1448-54.
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Withrow & MacEwen’s Small Animal Clinical Oncology Sixth Edition – Chapter 34 (Miscellaneous Tumors), Section B (Thymoma) pag 782-785
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